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Come gestire il proprio tempo (lavorativo e non)

Inizio raccontando la mia esperienza come informatico.

Durante tutta la mia crescita lavorativa mi sono sempre portato addosso una reale incapacità nella gestione del tempo grazie a vizio, noia, distrazioni continue ma alla fine, il succo del problema è sempre quello:

“Antonio non sai gestire il tuo tempo!”.

Quello che molte volte mi ritorna in mente sono i consigli dei maestri che ti dicevano “se non ti eserciti tutti i giorni, non arriverai mai da nessuna parte!”. I miei insegnanti li ho sempre visti con occhio dubbio, come se di fatto mi stesse parlando qualcuno che della vita sa ben poco e quel poco vuole insegnarlo a me (non mi giudicate, lo avete fatto anche voi!).

Ho una vita lavorativa abbastanza frenetica, sono uno sviluppatore di software (tipo dei computer che scrive cose strane con la tastiera, ndr) ed il principio base di tutti i progetti è: “Non ce la fai a finirlo in tempo!“. Un principio molto comune, soprattutto per chi segue lavori affini al paradigma progetto/cliente, purtroppo so di persone che hanno avuto crolli emotivi per molti progetti (si, io sono uno di quelli) ma HEI! si cresce in questa maniera, non si nasce con il gene dell’organizzazione. La mia esperienza è questa:

Vengo assunto presso un’azienda che si occupa di sviluppo software (ma dai!?), i primi mesi tutto perfetto, potevo definirmi l’impiegato modello (nel senso che mi rifacevo al modello che avevo in testa di impiegato), lavoravo sodo, ce la mettevo tutta per dimostrare che non ero da buttare. Passati i primi mesi, qualcosa inizia a cedere in me, il lavoro inizia ad aumentare ed io, preso dalla voglia di dimostrare e soprattutto dalla voglia di tenermi il posto, mi ingarbuglio in una sfilza di crisi esistenziali con le voci interiori che ti dicono “Non vali nulla” – “Vai a zappare la vigna” – “Non hai tempo, è inutile”.

In una situazione di crollo del genere cosa bisogna fare? Per mia fortuna, il mio più grande mentore mi ha spiattellato le cose dure e crude come erano, dicendomi le seguenti parole: “hai appena avuto il tuo battesimo del fuoco, per risolvere questi problemi devi imparare ad organizzare il tuo lavoro. Sei un ragazzo che vale ma devi solo gestire al meglio il tuo tempo”.

Quelle parole mi hanno aperto un mondo, io realmente ero disorganizzato, venivo dalla scuola mondiale del “multitasking è bello” ma non mi ero mai reso conto di come la mia disorganizzazione mi potesse portare a tutto questo. Per questo motivo ho iniziato ad organizzare il mio tempo in maniera quasi certosina e la mia mente sta ringraziando ancora quel giorno.

Quindi Antonio, cosa vuoi dire?

Vorrei dire a tutte quelle persone che si sono trovate nella mia stessa situazione, non disperatevi perché la soluzione esiste ed è reale.

  • Per prima cosa bisogna fare un gran bel respiro.
  • Essere sempre sinceri con se stessi, è inutile mentire e millantare abilità strabilianti o scuse inesistenti, siamo i primi a sapere quando mentiamo.
  • Una volta che il primo punto è abbastanza chiaro, prendete il vostro progetto, guardatelo e spezzettatelo il più possibile.
  • Prendete ogni pezzo e dividetelo per ore (non giorni), dedicate ad ogni task il tempo necessario e se non riuscite al terminarlo, scrivete le motivazioni da qualche parte (è molto importante scrivere).
  • Ultima cosa da fare è utilizzare un software che ti aiuti nella gestione del tuo tempo. Ce ne sono moltissimi ma personalmente utilizzo Asana (free) o anche Trello (free e per i fanatici dei post-it) e per chi ama la semplicità c’è Google Keep (modello lista della spesa).

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